Ieri era domenica, primo novembre. È novembre. Al pomeriggio, siamo passati a trovarti con i piccolini. Quanti bacini dà Francesca sulla tua foto, ogni volta… E stavolta lo ha fatto anche Enrico. Anche lui, che manifesta i suoi sentimenti un po’ meno delle sue sorelle. Ma sta cambiando. Sta imparando ad abbracciare: per un maschietto, sta diventando a suo modo affettuoso. Margherita, la più riservata, è sicuramente la più conscia della tua perdita. Margherita è quella che ha avuto più a lungo modo di godere della tua presenza, che ti ha conosciuta meglio. È fortunata, per questo, ma non sembra rendersene conto. O forse è semplicemente nella condizione più degli altri di soffrirne, proprio per questo. Enrico ha anche lui qualcosa di te: l’esperienza in famiglia. Infatti, è come te un figlio mediano: nè il più grande, nè il più piccolo. E poi ha anche lui, come te, un orecchio un po’ a sventola, asimmetrico. Di Francesca, invece, mi si dice che è quella che ti assomiglia di più fisicamente. Pare sia uguale a te, alla stessa età. Sono tutti e tre dei bravi bambini. Non meritano la sfortuna chè è toccata loro…
Stasera ho parlato loro di te. Volevo capire se avevano messo a fuoco il fatto che stiamo arrivando al fatidico anniversario. Che già adesso siamo in quel periodo che, un anno fa, è stato così terribile per te. Per tutti noi. Allora, insieme, avevamo fatto la scelta di non dare loro troppe informazioni, troppe preoccupazioni.
E così abbiamo parlato, ricordato, pianto. I bambini sono coscienti del momento, eccome. E tu manchi tantissimo a tutti. È stato un momento triste. Ma autentico, e nostro. Per cui, anche se domattina si va a scuola, ho poi voluto esaudire un loro desiderio, che mi avevano espresso da tempo: abbiamo riguardato tutti insieme il nostro album di nozze. Margherita lo dovrebbe avere già visto, presumo con te, perché si ricordava di molte foto. E probabilmente anche Enrico, ma non pare ricordarsene, quindi per lui era una specie di “prima volta”. E per Francesca lo era quasi sicuramente. Abbiamo dedicato una buona oretta a guardare ogni singola foto, commentandole e notando le differenze nelle persone, rispetto a come sono oggi. I bambini hanno notato bene come le persone fossero tutte decisamente più giovani. Tu eri bellissima. Io invece, secondo loro, non tanto: pare mi trovino meglio oggi. E poi tutti i parenti ed amici, che loro conoscono tutti o quasi, ma che erano decisamente diversi. Pensa che, proprio mentre guardavamo le foto, ha telefonato Adriana. Ha risposto Enrico, che l’ha salutata e subito le ha detto che cosa stessimo facendo. Poi le ha precisato: “C’eri anche tu, zia, solo che eri molto meno vecchia di adesso!”. Ci siamo fatti tutti una risata. Ma io ho realizzato come loro vedono tutti noi, sostanzialmente: vecchi. Una persona più matura avrebbe ipocritamente detto “più giovane”, ma lui no, ha detto quel che pensava. Vecchi. Ad ogni modo, io ho poi raccontato loro come si era svolta la giornata delle nostre nozze, chi c’era e che cosa abbiamo fatto. Erano molto interessati. Anche per loro questa è storia della famiglia, e giustamente sentono di volerla conoscere. L’ultima foto, alla fine della giornata, è quella di te sempre vestita da sposa, ma con il tuo zainetto rosso che rappresentava il tuo trasloco nella nuova casa, nella nostra nuova vita. La nostra vita insieme, che adesso è già finita. Com’è passato in fretta questo tempo, bella!
Dopo le foto delle nozze, come tu sai, nell’album c’era ancora tanto spazio vuoto, ed avevamo deciso insieme di aggiungere man mano altre foto di noi, dell’evoluzione della nostra famiglia. Una per ogni anno, che chiamavamo “la foto dell’anno”, ti ricordi? Solo che l’ultima era quella del 2007. Di solito sceglievamo una foto della bella stagione, infatti, e perciò questo era un lavoretto che si faceva negli ultimi mesi dell’anno. Solo che nel 2008 non abbiamo fatto in tempo, e quest’anno non l’avevo ancora preso in considerazione. Così, ne abbiamo parlato tutti insieme, e abbiamo deciso di scegliere una foto per l’anno scorso, ed una per questo. Ancora una con te, e poi una senza. Margherita ha detto di aver già pensato alla didascalia per quest’ultima. Vuole parafrasare quella del 2004, in cui sembra che fossimo in quattro, ma tu avevi il pancione, e quindi ci avevi scritto accanto: “Siamo in cinque”. E ora lei vorrebbe scrivere: “Siamo di nuovo in quattro”. Vedremo. Dopo che avremo scelto e inserito queste due foto, ho proposto loro di aggiungere qualcosa di loro, d’ora in avanti, per te. Dei loro disegni, magari. Qualcosa che rimanga, che aiuti a costruire il ricordo del passato che c’è stato, che un po’ deve appartenere anche a loro. E di quello che deve ancora venire.