Ti ricordi sempre, vero, come ci chiamavamo? Bella e bello, reciprocamente. Come si chiama un bambino a cui si vuole bene, come chiamiamo i nostri bambini. Questi pensieri, man mano che il tempo passa, sono i miei a proposito di te, di me con te, di me e dei bambini senza di te.
So già che, a volte, alcune delle cose che mi verranno in mente su di te, fissate così in questo testo, non saranno la stessa cosa che dirtele direttamente, e che forse a volte potresti perfino non riconoscertici. L’altro giorno, infatti, mi è capitata una cosa che mi ha fatto riflettere: C’era qui da noi Marina, mi raccontava di una volta in cui io le avrei espresso una mia idea non so più su che cosa, e che lei quindi aveva in mente che quella fosse una mia opinione caratteristica e determinante, ma in quel caso non mi ricordavo neanche di averla detta, e quindi non mi ci ritrovavo, non mi sembrava neppure una cosa da me. Succede così: noi parliamo, ci esprimiamo e agiamo, e però spesso siamo anche legati alla contingenza del momento. Eppure le altre persone, anche le più care e vicine, ci definiscono, usano queste nostre manifestazioni per formarsi un’immagine di noi, un’immagine che per certi aspetti è giusta, ma per altri forse no. Vorresti chiedermi che significa, in fondo, “giusto”? In questo contesto, direi che significa “tale che la persona immaginata o descritta ci si possa essa stessa riconoscere”. Per questo, scusami in anticipo se a volte ricorderò delle cose su di te che non saranno per te “giuste”, e accettale come il mio ricordo, un ricordo di come tu eri. In fondo io non ho altro, ormai, come tutti, che la “mia versione” di te.
E scusami se ho aspettato più di un mese per iniziare a scriverti, ma penso che tu sappia quanto ti ho pensata, in mezzo al dolore, al turbinio di impegni di questi tempi tristissimi, senza la forza di iniziare. Non ho mai smesso di pensarti, anche se non ti scrivevo. Non so per chi scrivo, in effetti. Immagino che se puoi in qualche modo sentire quello che io sento, non dovrebbe servire scriverti, ma so anche che un pensiero fissato lo è per sempre, nel bene o nel male (ricordati quello che ho scritto prima, a proposito delle nostre idee sugli altri). Io ad esempio, ogni tanto trovo delle cose che tu avevi scritto, anche solo delle piccole annotazioni, o degli oggetti lasciati in un determinato posto che per te era significativo. Sono momenti belli, anche se tristissimi, perchè sono quelli in cui riconosco un pezzetto di te, un tuo messaggio, e ritrovo in qualche modo un dialogo con te, ancora, povero amore mio infinitamente lontano, eppure così presente. Tu sai quanto ho pianto, e piango anche ora, proprio mentre ti scrivo, e le lacrime bagnano la tastiera del nostro computer.
Nella solitudine, nella malattia, nella confusione, la semplice conoscenza dell’amicizia rende possibile resistere, anche se l’amico non ha il potere di aiutarci. È sufficiente che esista. L’amicizia non è diminuita dalla distanza o dal tempo, dalla prigionia o dalla guerra, dalla sofferenza o dal silenzio. È in queste cose che essa mette più profonde radici. È da queste cose che essa fiorisce…
Pam Brown
Sono ancora commossa, turbata e felice di aver aperto questa vostra pagina (tua e di Paola).
Mia figlia Arianna era di sotto a giocare, e quando è salita a prendere un gioco mi ha vista piangere. Si è avvicinata e mi ha detto: “perchè piangi, bella?” …lei non usa mai questa forma… non in questo modo…
Ciao
Mi sono permessa di mandarti questa mia poesia, pur non avendone mai scritte mi è venuta dal profondo del cuore.
Un abbraccio forte.
A Paola
Arrivasti tra noi,
beata e felice sposa.
Conoscesti la gioia,
devota madre.
Energica donna,
fu felice la vita tua.
Gigli crescesti,
che il Signore volle.
Incontrasti il dolore,
l’affrontasti come un guerriero affronta il nemico,
ma non vincesti.
Non un lamento,
occhiate lucide
per preservare
quei tre piccoli fiori.
Rimorsi, rimpianti?
Solo uno: vederli crescere.
Ti lasciasti andare
un freddo dì d’inverno.
Vola Paola, vola e veglia
dall’azzurro cielo che adoravi.
Cara Paola, sono ormai due anni che sei volata in cielo, e mi manchi sempre tanto…