Stasera dopo cena, a casa di Gina, si parlava di punture di insetti. Enrico ci ha raccontato di come lui si ricordi esattamente di tutte le punture di vespa che ha subìto in vita sua. Sarebbero quattro, e di ognuna si ricorda le circostanze ed il punto esatto in cui sono state inferte. Poi ha raccontato anche di una di queste volte, di “quando c’era ancora mamma”. Così ha detto, e lo ha detto con una serenità che, devo ammettere, mi ha colpito molto. Devo ammettere che la sua seraficità nel dirlo mi ha quasi urtato. Ma poi ci ho ripensato. E sicuramente ha ragione lui: è inutile ricordare in modo lacrimevole. Meglio un suo ricordo sereno e sorridente, che uno triste.
Ed ecco il suo racconto, mi pare che valga la pena di conservarlo.
Tu e lui eravate in giardino. Quando lui era venuto da te, in lacrime per essere stato punto da una vespa, la prima cosa che tu avresti fatto sarebbe stata di correre in studio, sbloccare lo schermo del computer, e andare su Internet a cercare un rimedio. Abbiamo tutti sorriso, al pensiero di una mamma amorevole del 2000, che conosce e sa come usare le risorse tecnologiche del proprio tempo, anche in un caso di questo genere che avrebbe fatto andare nel panico alcune persone, o sfoderare vecchi e astrusi rimedi della nonna ad altre. Ma tu eri davvero una mamma in gamba, bella.
Pubblicato da Carlo 