Siamo appena rientrati a casa dopo aver accompagnato Francesca a Castagnole, per il solito concerto di inizio anno del coro dei bambini. Dei nostri tre, oramai solo lei canta ancora in quel coro, dato che Enrico ha lasciato la scorsa estate e Margherita continua con il coro dei “bambini grandi”, come lo chiamo io. Il vecchio coro, infatti, è stato diviso per fasce d’età, con un’operazione aritmetica di divisione delle famiglie tra i due cori (nel nostro caso la divisione è all’interno dello stesso nucleo familiare) e di moltiplicazione degli impegni di accompagnamento alle prove, concerti, eccetera.
Nel rientrare, ho dovuto affrontare un’importante discussione legata al sentimento di delusione provato da Margherita quando l’assessore comunale ha regalato dei sacchetti di caramelle, innanzi tutto ai bambini del coro (quindi anche a Francesca), poi ad alcuni altri bambini presenti (tra cui Enrico). Ma non a lei, inaudito! E questa sera erano pure caramelle migliori delle volte passate!
Ho mediato un po’, convincendo i suoi fratelli (più piccoli ma a volte più ragionevoli di lei) a dividere le caramelle con lei, dato che due sacchetti sono più che abbondanti per tutti e tre. Ma soprattutto le ho dovuto far notare che neanche gli adulti ne avevano ricevute, e così ormai sempre più spesso accadrà anche per lei, dato che è cresciuta, e sicuramente le persone non la vedono più come una “bambina piccola”. Ci sono vantaggi e svantaggi, nel crescere, e lei questo deve ancora acquisirlo come fatto della propria realtà, bella.