Stavo dando un’occhiata ad alcuni vecchi libri, in garage. Sono sempre tutti lì, o quasi. Negli scatoloni, in attesa di essere sistemati degnamente in una libreria. Quella nuova, che abbiamo comprato poco più di un anno fa per questo scopo, l’ho già quasi riempita con varie cose, un po’ alla rinfusa. Qualche libro c’è, in realtà, ma sono solo una minima parte di quelli che dovrei sistemarci. E comunque, non credo neanche che ci possano stare tutti, anche mettendomi di impegno. Inoltre, non ho più seriamente pensato all’idea che avevamo, quella di prendere un bel mobile a parete per la sala. Una parete attrezzata, come dicevi tu. Un grande mobile da salotto che potrebbe anch’esso fare, almeno in parte, da libreria.
Così, sto di nuovo prendendo in considerazione la vecchia idea di disfarmi almeno di una parte dei numerosissimi libri che abbiamo. Come farlo, e a chi darli, sarà un altro bel problema, dato che di buttarli via non se ne parla proprio. Ma intanto, bisogna selezionarli. Per questo, ho iniziato a riaprire qualche vecchio scatolone. E così, oggi mi sono capitate in mano delle vecchie guide di viaggi. Molte di esse sono ormai di scarso interesse, perchè ormai superate e non legate a viaggi effettivamente fatti da noi. Ma poi, ho trovato una guida di Parigi. E mi sono ricordato che era la tua. Tu amavi così tanto quella città, e la conoscevi bene. La stessa guida, ce l’avevi prima ancora che ci conoscessimo. L’ho aperta, con un gesto un po’ ozioso, senza tanto farci attenzione, e lei ha scelto di aprirsi dove era inserito un fiore secco, che faceva spessore. Si trattava di una piccola rosa. A te piacevano molto le rose, quasi quanto i papaveri. A quelle del nostro giardino tenevi molto, ma quella era sicuramente stata messa a seccare in quel volume molto prima che noi avessimo queste.

Rosa secca di Place des Vosges
Poi ho fatto caso alla che pagina in cui era stata inserita: era la pagina su Place des Vosges! Sono stato catapultato indietro di anni. Indietro con te. A quando tu mi hai voluto portare per la prima volta in quel luogo tuo. In quella piazza che tu già conoscevi da tanto, e che amavi. Un luogo meno noto ai turisti, ma tanto più autentico ed amato da chi la conosceva. Come te, amore mio.