Stamattina stavo rientrando a casa in macchina, dopo aver fatto qualche piccola commissione in paese. Era una bellissima giornata di inizio estate, è sabato mattina. A casa mi aspettava solo il lavoro da finire in giardino. Non che mi pesasse, ma mi stavo riposando anche un po’ con questo piccolo giro di servizio. Guidavo piano, mi stavo rilassando.
A un certo punto, ho notato una donna camminare lungo la provinciale, dal mio stesso lato della strada e nella stessa mia direzione. Camminava tranquilla, con un passo che posso definire solo con una parola: sereno. La vedevo di spalle, era una donna probabilmente non giovanissima, a giudicare dall’abbigliamento, ma dignitosa con la sua andatura tranquilla, di una donna che non deve niente a nessuno.
Poi, tutto si è svolto in pochi secondi, quando l’ho superata, e ho avuto la curiosità di gettare un’occhiata al retrovisore destro, per vederla anche sul davanti. Aveva dei grandi occhiali da sole molto scuri, un viso leggermente allungato. Non magrissima, ma proporzionata, aveva una sua eleganza, capelli di media lunghezza, non ricci ma con grandi boccoli scuri. Per un attimo mi ha ricordato te, bella. Gli occhiali uguali ai tuoi, la pettinatura, le proporzioni. E soprattutto quell’andatura elegante e sicura di sé, tranquilla ma orgogliosa.
Per un brevissimo, interminabile attimo mi sono chiesto se non fossi tu. Forse eri tu! Mi sono detto che forse stavi ritornando a casa, come se nulla fosse successo. Ho perfino pensato, sempre nell’arco di quella minuscola frazione di secondo, di fare inversione con l’auto e di andarle incontro. Ho pensato di venirti incontro. Poi, con uno sforzo enorme, la mia mente razionale ha ripreso le redini di quel cavallo imbizzarrito che per un secondo era diventato il mio cuore, e mi ha costretto a ragionare lucidamente, razionalmente. Alla fine di questa battaglia interiore, ho (ovviamente?) desistito da queste follie. Ma tu? lungo quali strade cammini, adesso, tu, bella?
Pubblicato da Carlo