Siamo a Capodanno. Non ho tanta voglia di festeggiare il superamento del 2008. Nonostante tutto, non è stato un brutto anno: innanzi tutto, è stato l’ultimo con te. E poi, per una gran parte, è stato un anno felice. In effetti proprio questo aspetto rende incredibile la tua assenza, adesso, così improvvisa, così irreale.
Ieri sera siamo stati in compagnia qui, a casa nostra. La sensazione era (per tutti, credo), che tu fossi qui con noi, o almeno che dovessi esserci. E forse c’eri, ma il fatto di non vederti era una sensazione intensa e continua. Mi spiace per i nostri amici, che non si sono risparmiati per organizzare una serata piacevole, ma da me non hanno avuto molti sorrisi in cambio. Non so se la solitudine sia più profonda stando fisicamente soli, o in compagnia.

Piantine infreddolite
È ormai iniziato l’inverno, questa stagione che già noi non amavamo molto, e ultimamente ci piaceva sempre meno, ricordi? Quest’anno è un inverno vero, non come quelli scorsi, in particolare l’ultimo, in cui non faceva altro che un po’ di cielo grigio, o poco più. Questo è un inverno freddo, con neve e gelo. Fino ad oggi ha già nevicato sei o sette volte, e il nostro bel giardino, che tu amavi come me, è tutto bianco. Anche il nostro orto officinale – così lo chiamavamo, ricordi? – è coperto di neve. Chissà se qualcuna delle piantine supererà questa stagione. Christa ci ha messo una specie di pacciamatura fatta di foglie secche, per proteggere le piante più piccole e deboli, e Zio Tano dice che ad esempio il prezzemolo, che pare tanto fragile, è una pianta che sverna e facilmente dura un paio d’anni. Vedremo. Ho anche visto per la prima volta il rosmarino con la neve sopra, ma non pareva sofferente. Anche i due mirti e i gelsomini con la neve hanno un aspetto insolito. Chi è meno in forma sono gli Ilex sul davanti (“i due carabinieri”, ricordi?): durante una bufera di qualche notte fa, sono stati ricoperti da neve che si è poi subito gelata. Sono riuscito a togliergliela solo in parte, era un po’ troppo pesante e tendeva a farli piegare. Allora li ho appoggiati un po’ al muro, e l’uno all’altro per sostenersi come una coppia nei momenti tristi, in attesa che il ghiaccio si sciogliesse. Il loro problema più generale, però, è la loro esposizione a nord. Ma tu questa considerazione la stai già facendo da te, perché queste sono le stesse cose che facevamo, che discutevamo sempre, insieme.
Per completare il bollettino del verde, vorrei dirti ancora una cosa che penso ti farà piacere: le piante nel portico stanno abbastanza bene tutte, ad esempio il ciclamino che ti aveva portato Gina è fiorito, e addirittura ora lei ha portato qui anche il proprio. Gli hibiscus hanno i fiori, soprattutto quello più piccolo: vedessi, è tutto pieno. So che ti piacevano tanto, amore mio.