C’è aria di primavera, belle giornate terse con un cielo di quell’azzurro che mi fa ricordare perché è bello vivere. Mi fa ricordare perché avevamo scelto di vivere qui. La mattina di un lunedì, ho accompagnato come sempre i piccolini a scuola. Questa settimana, in più, Margherita è partita per una gita di tre giorni con la scuola media. Sta crescendo anche lei, eccome! Vedessi com’è alta: sembra che cresca giorno dopo giorno.
Il lunedì è giorno di mercato in paese, ti ricordi? A volte uscivi tu per qualche compera, a volte facevo io una veloce commissione e, prima di andare al lavoro, ripassavo da te che mi avevi fatto un caffè. Una piccola coccola tra noi due, un augurio per un buon inizio di giornata. Un bacio, e via con un sorriso.
E poi, in una sera di un giorno come questo, per cena, arrivava il momento di un nostro piccolo rito di inizio primavera: quello dei primi asparagi, o delle prime fragole. Ti piacevano tanto, le fragole, bella. E io non ho più cucinato asparagi senza di te, non avevo mai osato provare a farli da solo. Mi sembrava una cosa troppo difficile per me. Di più, mi sembrava un po’ come fosse una tua prerogativa esclusiva. Ma ogggi, con una spinta del verduriere del mercato (che mi ha spiegato come prepararli), e con l’aiuto di Stella che li ha lessati, ho per la prima volta preparato la salsina a base di maionese che facevi tu. Che mi hai insegnato tu.
Ed è così che poi ho raccontato ai bambini come diverse cose, anche in cucina, le ho imparate da te. Enrico ha detto che però secondo lui molte cose le sapevo già fare, ad esempio la pizza. E forse è anche vero, ma in fondo anche il modo in cui faccio la pizza è il tuo, me lo hai insegnato tu. Oggi, alla terza primavera senza te, si è sentito di nuovo profumo di asparagi in casa. Ed sentendolo ho pensato a te, bella.
Pubblicato da Carlo 



