Oggi siamo arrivati nel Salento: ci ho accompagnato i bambini per le vacanze. Li ho subito portati al mare, anche con i loro cuginetti. Era una splendida giornata di sole, calda come fa caldo d’estate, ma gradevole come può essere gradevole lo stare sulla riva del mare. Un bagno nell’acqua limpida ci ha rinfrescati. Una gradevole brezza ci ha asciugati dal sale, e preservati dal sudore. E in un attimo, e per un attimo, mi sono sentito come felice. E mi sono accorto che buona parte di questo senso di felicità dipendeva dal fatto di vedere le cose come sono, invece che cercare di vederle come potrebbero essere, o come sono state, o come potrebbero diventare in seguito. Per un attimo ho vissuto nel presente. Puro e semplice. Per un attimo, solo per un attimo, credo di aver provato quello che forse provano gli animali: il senso di essere vivo, senza ricordi o prospettive. Senza rimorsi o programmi. Senza rimpianti o attese. O almeno senza troppe razionalizzazioni di quelle nozioni. Nozioni che pure alcuni animali superiori senz’altro avranno. Se sto bene adesso, allora sto bene. E adesso sto bene. Sono nella tua terra e sto bene, bella.
Triste viaggio
18 novembre 2009È una grigia, nebbiosa, umida, tristissima mattina di novembre. Adriana e tuo padre hanno preso il treno un’ora fa, insieme ad Elio, Annamaria e Michele. Alla fine, ho deciso che non ci potevo andare anch’io, come avrei inizialmente voluto. Non ora. Ed ho fatto bene, credo. Stamattina, infatti, quando ho dato la notizia ai piccolini, Margherita mi ha fatto capire che non vorrebbe andare ad un altro funerale. E infatti non ce li avrei portati. Ma io voglio essere con loro, questo venerdì, bella.
Oggi, un anno fa, loro ti hanno vista per l’ultima volta. Era una normale mattina in cui io mi accingevo ad accompagnarli a scuola. Tu eri rimasta a letto. Non eri in forma. Loro sono venuti da te, per salutarti. “Ci vediamo stasera”, avevi detto. Ed eri sincera, ovviamente. Al pomeriggio avremmo dovuto andare all’ospedale per una piccolissima cosa, poco più che un controllo. E invece ti ci hanno trattenuta…
Questi giorni
17 novembre 2009In questi giorni non riesco a fare a meno di ripensare agli stessi giorni di un anno fa. Di ogni giorno, saprei dire cosa stava succedendo. E non sono il solo, lo so: tutti ripensano ad allora. Ripensano a te. E in tanti mi telefonano, mi scrivono, mi invitano a vederci, a parlare. Vogliono starci vicino, e lo apprezzo. Ma io ora non ne ho voglia. O almeno, non sempre, non a comando. Mi sento un orso, come poche altre volte in passato.
Stasera lo zio è mancato. Sapevamo che stava molto male, e di recente le notizie erano di peggioramenti sempre più frequenti, e sempre più gravi. Ma deve succedere proprio tutto in questo schifo di stagione? Stavamo parlando di lui, con le tue sorelle, solo poche ore fa. Mi spiace così tanto… E mi spiace che non potrò andare a trovare la sua famiglia, come avevo tutta l’intenzione di fare. Ma adesso no, non in questi giorni!
In questi giorni vorrei stare da solo. Da solo con i nostri piccolini. Spero, almeno venerdì, di poterlo fare. Senza dover spiegare ancora una volta come va, come mi sento, come stanno i bambini. Non ho voglia di parlarne, solo questo. Avrei voglia di parlarne con loro, invece, che ne parlano così poco… ma quella sera cercherò innanzi tutto di stare loro vicino. Poi, magari mi ritornerà la voglia di parlare con la gente, di parlare di me, di tutti noi. Adesso no. Basta. Una pausa.
Zio Toto
14 novembre 2009Ultimamente tuo zio si sta aggravando. Giorno dopo giorno, sta sempre peggio. Le notizie arrivano dal Salento sempre più frequenti, e sempre peggiori. Gli altri zii sono partiti per andare a fargli ancora visita. Proprio ora, poverino. Proprio in novembre, poveri noi.
Marmellata di fichi
14 agosto 2009Anche quest’anno abbiamo fatto la marmellata di fichi. È venuta buonissima. Un’altra bella cosa che ci è rimasta del tempo passato insieme a te, amore mio.
La sagra di Tiggiano
13 agosto 2009Siamo appena stati alla sagra di Tiggiano. Cibo tipico, musica tipica, pizzica tipica. Una bella sagra, però. In un bel centro storico, ben organizzata, con bella gente che si divertiva e dava spettacolo con quella danza affascinante. L’ultima volta eravamo insieme. Stasera, ho avuto più di una volta l’impressione che tu fossi con noi anche stavolta, bella.
Dalla casa al sud
9 agosto 2009Ti scrivo dalla tua casa al sud. Dalla nostra casa. Oggi ho rimesso meglio a fuoco uno dei motivi per cui mi manchi tanto, bella. È la condivisione. È la vita passata insieme, anche nelle piccole cose di tutti i giorni. Soprattutto nelle piccole cose. E raccontarsi tutto dei momenti in cui non siamo stati insieme. E capirsi. Avere un passato comune, un vissuto comune, è la base per una speranza di futuro condiviso: la rassicurazione che qualcuno sarà dalla mia parte, sempre. Grazie per avermi dato tutto questo, bella. Anche se per poco. Grazie per questi pochi, ma intensi anni, amore mio.
Nuotare verso il largo
9 agosto 2009Quasi tutti i giorni andiamo al mare a Felloniche. E quasi tutti i giorni mi faccio una nuotata. Nuoto come te, faccio di quelle nuotate che ricordano quelle del commissario Montalbano, ti ricordi che lo dicevamo sempre? Tu nuotavi proprio così: verso il largo. Cosa che io non facevo molto volentieri, per conto mio. E io però allora di solito ti seguivo. Era bello, insieme. Adesso nuoto anche io come te, qualche volta. Nuoto e ti penso. Ti penso e mi manchi, bella.
Giro in bici
7 agosto 2009Io con la mia bici, Enrico con quella del nonno. Fin da questa primavera, sia Margherita che lui hanno imparato ad andare sulle bici per adulti, salendovi e scendendone al volo. Dopo le prime prove per fargli prendere confidenza, gli ho proposto un giro per le campagne. Abbiamo imboccato il sentiero che parte da via Silvio Pellico. Ma alla svolta dove c’è l’agave in fiore, senza volere gli ho creato confusione, dicendogli di girare a sinistra. Lui era indeciso, ha esitato e purtroppo è andato dritto contro un muretto, cadendo e sbucciandosi un po’ le ginocchia. Niente di molto grave, ma temo che per qualche giorno gli sia passata un po’ la voglia di andare in bici. Mi dispiace tanto.
La memoria di Enrico
6 agosto 2009Enrico è sempre un pochino svampito: tende a perdersi dietro a chissà quali suoi pensieri, ed appare distratto. Forse gli abbiamo fatto pesare qualche volta di troppo il fatto che non sta attento a ciò che gli si dice, o che se lo dimentica in fretta. Lui stesso si sta convincendo di avere la memoria corta. Dovremo farci più attenzione. Stamattina è venuto a correre con me. Era entusiasta, e si ricordava benissimo tante cose del nostro sentiero, bella: l’agave, le more, i fichi. Perfino un bellissimo, raro, ilex semiselvatico che avevamo fotografato con il macro, noi tre insieme, e che a me era passato di mente. È un bambino davvero in gamba, altroché! Ha tanto di te, bella.
Pubblicato da Carlo