Questa settimana, a partire da lunedì, Margherita ha lamentato un gran mal di testa. Martedì ho deciso di lasciare che non andasse a scuola, e che dormisse un po’ di più. Stamattina idem, ma a questo punto ho prenotato una visita dal pediatra per oggi stesso. Putroppo siamo nel periodo delle influenze, e volevo capire di cosa si tratta. Il pediatra l’ha visitata completamente (gola, orecchie, ecc.), ma non ha trovato nessun altro sintomo che possa far pensare a una forma influenzale o simili.
Ma più del pediatra ha potuto Stella, cui Margherita ha confidato come spesso stia sveglia di notte, a piangere. Io so che lei a volte tiene con sé la tua foto nel letto, bella, quando va a dormire. E varie volte le ho spiegato che il quadretto si potrebbe rompere, che lei si potrebbe far male nel sonno, eccetera. Ma lei insiste sempre a tenerlo con sé.
Quello che non sapevo è che lei di notte starebbe molto a lungo a piangere nel suo letto. Pare addirittura che, ad un certo punto Francesca, si fosse lamentata con lei di non riuscire a dormire per questo motivo. In conseguenza di ciò, pare che Margherita abbia deciso di piangere in silenzio (ma non poteva invece decidere di smetterla?). Tutto questo non mi era mai stato raccontato, né dall’una né dall’altra: avevano messo in piedi una specie di muro di omertà su questa questione. Oggi però ne ha parlato con Stella che, prima del mio arrivo, le aveva già spiegato che lei con me deve pur parlare, che non c’è niente di male in questo, ma che è giusto, se ha qualcosa che non va, che lo dica almeno a me. E così stasera Margherita mi è venuta incontro in lacrime, poverina, chiedendomi scusa del fatto di “essere stata timida con me”. Ho cercato di consolarla, confermando quello che le aveva appena spiegato Stella. E ho anche cercato di farle capire che, se vuole sfogarsi, con me può farlo. Le ho anche proposto che d’ora in avanti, se qualche volta vorrà parlarmi da sola, dopo essere andata normalmente a dormire la sera insieme ai fratelli (per dare loro il buon esempio e non dare adito a curiosità indiscrete), potrà far finta di alzarsi per andare in bagno e venire a parlare con me. In questo modo speriamo si possa rinsaldare una intesa tra lei e me, visto che sta diventando grandicella e sicuramente potrebbe capitare che abbia prima o poi bisogno di parlare di qualcosa.
Stella mi ha anche detto, con lei presente, di aver pensato che lei stia già “diventando signorina”, ma il punto non è questo. Non ancora. Margherita stessa è molto informata, ed è intervenuta, sapendoci dire con precisione a quale età è successa questa cosa a te e alle tue sorelle. Allora ci siamo fatti tutti una piccola risata per sdrammatizzare, poi Stella è andata via ed io sono stato ancora un po’ a parlare con lei, cercando di dimostrarle che può contarci, se ne ha bisogno.
Più tardi, a tavola, mi è sembrato di vederla già più serena. Lei stessa, quando al momento di andare a letto le ho chiesto se andasse meglio, mi ha detto “Sì, almeno stasera ho sorriso!”. E lo ha detto sorridendo. È una brava bambina e sta ancora soffrendo per la tua mancanza, bella, ma spero almeno che questo episodio possa essere servito ad avvicinarci, e a farle capire che con me può parlare.