Cartellone e mal di testa

7 marzo 2011

Nei giorni scorsi, Margherita ed io abbiamo lavorato molto insieme sia alla compilazione della sua ricerca sulla Sardegna, che aveva già impostato con l’aiuto di Anna, sia alla raccolta del materiale per il relativo cartellone illustrato. Tra oggi e domani lei completerà quest’ultima cosa, incollando le immagini secondo un layout che le ho consigliato di pianificare su un modellino, e finalmente giovedì arriverà a scuola con tutte e due i lavori completati. Mi pare che la ricerca sia soddisfacente, ed anche il cartellone promette bene.

Il punto però è che il fatidico 10 marzo, giorno della consegna di questi due lavori, era una data già prevista da molto tempo, e Margherita per altrettanto tempo li aveva completamente trascurati, menzionandomeli marginalmente appena un paio di volte, e soprattutto non chiedendomi aiuto. Solo che – l’ho realizzato in questi giorni – nel frattempo si stava arrovellando per i sensi di colpa legati all’aver trascurato la cosa da una parte, e per la sensazione di non saper affrontare il lavoro dall’altra. Che questo rovello fosse una delle cause dei suoi mal di testa?

Da quando ha definitivamente abbandonato la ginnastica (un’altra delle sue preoccupazioni) il suo umore è migliorato. Speriamo che migliori ancora, adesso che ha risolto il “problema” del cartellone. Ma speriamo anche che ne abbia tratto un insegnamento per il futuro!


Ricerche e mal di testa

24 febbraio 2011

Margherita ha ricominciato con i suoi malesseri e malumori. Sono un po’ preoccupato per questo. Le parlo molto, solo che lei non mi dà molto spazio. Ogni volta, devo impegnare moltissimo tempo e pazienza, per ottenere anche solo delle mezze risposte. Questa volta non si è trattato di mal di testa, ma ieri mattina era stata a dormire dagli zii (io ero via) e non è andata a scuola per pochi decimi di febbre. Anche Gina le dà un po’ troppa corda, temo: questa cosa ha causato un balletto di impegni complicatissimo, un effetto domino in cui sono state coinvolte varie persone, tra cui Stella che l’ha portata dal pediatra (inutilimente, perché alla fine non aveva nulla – per fortuna!), Gina ed Elena che si sono occupate di lei durante la giornata, e i suoi stessi fratelli, che in una bella giornata di sole sono invece stati costretti a perdere l’occasione di giocare in giardino, andare in bici, eccetera, visto che erano tutti insieme dal medico.

Ho parlato a lungo con lei, ieri sera. Ho cercato, con molta calma e per l’ennesima volta, di farle capire che le vogliamo tutti bene, e che però ci deve mettere un po’ di impegno anche lei da parte sua, e non farsi sopraffare dai suoi malumori. Oggi è a scuola, e speriamo bene.

Mi pare che Margherita stia lasciandosi un po’ sopraffare dal “problema” del cartellone e della ricerca sulla Sardegna che deve preparare per la scuola. Infatti, si sta facendo prendere dall’ansia perché non ho scoperto che non ha ancora iniziato a lavorarci. E intanto il tempo passa. Lo scorso week-end non mi aveva chiesto niente – salvo poi pretendere lunedì di andare a comprare urgentemente un foglio di cartoncino per questo cartellone. Ma soprattutto si è lamentata con Stella che “tutti gli altri bambini hanno la mamma che li aiuta a fare i cartelloni, mentre lei non ha nessuno che l’aiuta” (sic). Quando ho sentito questa cosa, le ho parlato per spiegarle ancora una volta che, se vuole il mio aiuto, basta chiederlo. Inoltre, visto che purtroppo il prossimo week-end io sarò via e non potrò aiutarla, ho cominciato a suggerirle una serie di spunti per cominciare ad impostare il lavoro, in attesa di completarlo insieme nei giorni successivi al mio rientro.

D’altronde, perché non mi aveva chiesto aiuto lo scorso sabato o domenica? Avrei potuto comprarle il cartoncino, ma soprattutto avremmo potuto iniziare a lavorare insieme. Perché, invece, ha passato il week-end ad oziare e leggere Topolino – salvo invece farsi prendere dai sensi di colpa quando era già tardi? Per non parlare di tutto lo sconvolgimento e la preoccupazione che ha causato a tutto il piccolo mondo che ruota intorno a lei.

Ho cercato di spiegarle tutto questo, con calma ma senza nasconderle gli impatti che si sono generati. E soprattutto le ho detto che può contare su di me. Ho subito anche cercato di dimostrarglielo, dandole degli spunti per l’impostazione del cartellone, e le ho chiesto di pensarci un po’ su. Poi, le ho assicurato, lo porteremo avanti insieme.

Certo non voglio che si senta abbandonata a sé stessa. Ma vorrei anche che cominciasse a sentirsi responsabile in prima persona. Io l’aiuterò, gliel’ho detto chiaramente, ma voglio che mi dimostri di aver almeno cominciato a lavorare sulle idee (che le ho comunque suggerito). Vorrei che cominciasse a provare, magari sbagliando, ma in prima persona. Io poi non la lascerò da sola, ma non voglio neanche che si abitui a far fare ad altri le cose che ha in carico lei.


Ginnastica e mal di testa

9 febbraio 2011

Sia domenica che lunedì sera ho discusso con Margherita la scarsa partecipazione alla sua nuova attività di ginnastica ritmica. A giugno aveva abbandonato l’artistica, dopo un’esperienza di circa sei anni, e per tutto l’autunno non ha più fatto attività di quel genere. Finché, intorno alle vacanze di Natale, aveva chiesto di riprendere, però con la ginnastica ritmica, dicendomi che le piaceva di più, sia come tipo di ginnastica che come allenatrice.

Ma, dopo aver frequentato appena due allenamenti a gennaio, è ormai quasi da un mese che non c’è più andata, sempre per via dei suoi mal di testa. Adesso dice che proprio non le piace e che intende lasciare anche questa. Le ho ovviamente fatto una piccola predica sull’impegno preso, la serietà, la coerenza, sul fatto che non può valutare se uno sport le piaccia o meno solo in base a due allenamenti iniziali, ecc. Ma lei ha tenuto duro, e ha insistito che proprio non le va. D’altronde, sono più di due anni oramai, da quando la sua allenatrice preferita, Elina, era andata via dalla Polisportiva, che ha manifestato sempre meno motivazione. Il passaggio alla società di Beinasco per tentare di seguire Elina, il ritorno alla Polisportiva con una nuova allenatrice, l’agonismo e il confronto con le compagne, sono sicuramente passaggi che l’hanno un po’ logorata.

Dopo la chiacchierata di domenica, mi era già parso che lei fosse un po’ più sollevata, tant’è vero che lunedì mattina è uscita per la scuola per tempo, e di ottimo umore. E così, lunedì sera, ho deciso di lasciar stare e accettare la sua posizione, pur dicendole chiaramente che non ne sono contento, e che non approvo una tale leggerezza nel prendere e mollare le attività in modo così veloce e superficiale. E comunque le ho chiesto di farsi carico lei stessa di comunicare la cosa a Valentina, dato che sono stufo di essere io ogni volta a dover andare a chiedere la cortesia di riprenderla, e poi a scusarmi perché lascia, ecc. Siamo rimasti d’accordo, su questo. E ieri mattina, infatti, si è alzata così di buona lena che è successo un fatto addirittura epocale, per i suoi standard: si è preparata così velocemente ed efficientemente per la scuola, da avere il tempo di fermarsi cinque minuti a leggere Topolino, prima di dover uscire! Saranno collegate queste due cose? Non posso esserne sicuro, ma me lo sono perlomeno chiesto, bella.

Ad ogni modo, ieri pomeriggio, all’orario dell’allenamento, ha fatto quello che avevamo stabilito: è andata lei stessa a parlare con l’allenatrice, e mi è stato riferito che lo ha fatto molto bene. La sera era molto allegra, sembrava addirittura sollevata. E stamattina è andata di nuovo a scuola più allegra. Possibile che tutti i suoi malumori e mal di testa fossero dovuti solo all’antipatia che ha oramai maturato verso la ginnastica?


Cura del mal di testa

2 febbraio 2011

Oggi, di fronte ad un intensificazione del mal di testa di Margherita, l’ho di nuovo lasciata a casa da scuola. E ho anche rivisto la mia decisione di tralasciare le terapie prescritte dal pediatra. Fino ad oggi mi ero convinto che prevalesse in lei il fattore psicologico e lo stress. Le sue elucubrazioni notturne le hanno certamente causato, almeno in un certo periodo, una carenza di sonno. Ed altri pensieri cupi si affollano nella sua testolina. Pensa sicuramente a te, bella, e prova dolore per la tua assenza, ma forse è anche preoccupata per i cambiamenti che arriveranno per la sua pubertà imminente.

Oggi, però, ho pensato che, di fronte a un malessere così prolungato, vale la pena di non lasciare nulla di intentato. Così, mi sono deciso a comprare le medicine che le sono state prescritte qualche giorno fa. Ho anche chiesto alla farmacista e mi ha comunque tranquillizzato: una è un rimedio omeopatico, quindi sostanzialmente innocuo, ed il prodotto che dovrebbe prendere per due mesi è solo un integratore alimentare, in particolare di magnesio. Pare che la carenza di magnesio sia una possibile causa di mal di testa. Questa decisione di provare anche con l’approccio medico, peraltro, è stata anche confortata da un breve scambio di battute con Andrea, il quale proprio stamattina mi ha detto che, tra i prodromi delle prime mestruazioni, molte volte ci sono malesseri fisici di questo genere. Ho anche deciso che il mio scetticismo verso la medicina lo terrò per me, per non influenzare Margherita. Un minimo di effetto placebo conta certamente sempre almeno un po’. E speriamo bene.


Uno sviluppo annunciato?

31 gennaio 2011

Oggi ho notato che Margherita comincia ad avere una lieve peluria. Aiuto! Non sarà mica che il suo continuo mal di testa derivi dalla preoccupazione per l’inizio della comparsa sul suo corpo di questi segni di uno sviluppo annunciato? O forse c’è un legame più indiretto, cioè l’avvicinarsi della maturità sessuale le causa il mal di testa come effetto collaterale?


Ancora mal di testa

27 gennaio 2011

Margherita ha di nuovo avuto mal di testa, praticamente sempre, anche per tutta questa settimana. Secondo me è un mal di testa dovuto a stress, e per questo avevo già deciso di lasciar perdere anche le prescrizioni del pediatra, che oltretutto mi paiono molto invasive nella sua vita: pensa che un certo farmaco lo dovrebbe prendere addirittura tutti i giorni per due mesi!

Il punto, secondo me, è che lei ricade spesso in quel suo stato d’animo un po’ “musone”. E lo conserva a lungo perché rimugina, anche di notte, e così non riposa ed entra in un circolo vizioso che non le consente di staccarsi dai pensieri. Lo stesso mal di testa che le impedisce di dormire entra nel novero delle cose che la preoccupano e la fanno pensare.

Io cerco di starle vicino, e le parlo tutti i giorni. Sto cercando di convincerla che deve staccare un po’ la spina dai pensieri più cupi. Non che lei debba dimenticare ciò che ci è capitato, né tantomeno dimenticare la sua mamma. Ma cerco di insegnarle a distaccarsi un po’, prendere un certo distacco e rilassarsi – per il suo stesso bene, bella.


Miglioramento

20 gennaio 2011

Margherita ha avuto mal di testa per quasi tutta la settimana. Dopo un lunedì a scuola che per lei è stato pesante, ho lasciato che stesse a casa fino ad oggi compreso. Per fortuna, ieri sera sembrava andare un pochino meglio. Comunque, anche stamattina ho deciso di lasciare che riposasse ancora, un po’ di più del solito. Tuttavia, mentre stavo uscendo per andare al lavoro, l’ho svegliata e fatta alzare ad un orario che mi pareva ragionevole. Le ho spiegato come sia il caso di ricominciare a fare tutte le cose normali: la colazione, lavarsi e vestirsi, e fare un po’ di compiti, in modo da riprendere un ritmo di vita normale, anche se con calma. Le ho spiegato che starsene a letto fino a mezzogiorno, o passare la mattina a crogiolarsi nel pensiero del proprio malessere, non l’avrebbe certo aiutata a sentirsi meglio.

Mi ha ascoltato, e infatti stasera ha mostrato un ulteriore piccolo miglioramento, l’ho vista un po’ più distesa. E si vedeva che stava meglio anche nel morale: scherzava e sorrideva più di ieri e, pur sostenendo di avere ancora un po’ di mal di testa, era più rilassata. A cena chiacchierava di più e più allegramente. E comunque lei stessa ha deciso che domani, che è venerdì, andrà a scuola in ogni caso, anche se dovesse ancora avere un pochino di mal di testa, almeno per aggiornarsi sulle cose fatte nella settimana, e per prendere i compiti in modo da non rimanere troppo indietro.

Ma sono preoccupato perché non è certo la prima volta che lei accusa questi mal di testa fastidiosi e persistenti. E adesso sono anche piuttosto frequenti. Anche io, lo sai, soffro ogni tanto di mal di testa in questo modo, ed è spesso capitato anche a mio padre. Potrebbe quindi essere un fatto ereditario, questo è possibile (anche se non molto rassicurante). Ma quello che mi dà da pensare di più è che per lei tutto questo è iniziato molto, troppo, presto. Io non ricordo di aver avuto dei sintomi del genere così presto!


Mal di testa

19 gennaio 2011

Questa settimana, a partire da lunedì, Margherita ha lamentato un gran mal di testa. Martedì ho deciso di lasciare che non andasse a scuola, e che dormisse un po’ di più. Stamattina idem, ma a questo punto ho prenotato una visita dal pediatra per oggi stesso. Putroppo siamo nel periodo delle influenze, e volevo capire di cosa si tratta. Il pediatra l’ha visitata completamente (gola, orecchie, ecc.), ma non ha trovato nessun altro sintomo che possa far pensare a una forma influenzale o simili.

Ma più del pediatra ha potuto Stella, cui Margherita ha confidato come spesso stia sveglia di notte, a piangere. Io so che lei a volte tiene con sé la tua foto nel letto, bella, quando va a dormire. E varie volte le ho spiegato che il quadretto si potrebbe rompere, che lei si potrebbe far male nel sonno, eccetera. Ma lei insiste sempre a tenerlo con sé.

Quello che non sapevo è che lei di notte starebbe molto a lungo a piangere nel suo letto. Pare addirittura che, ad un certo punto Francesca, si fosse lamentata con lei di non riuscire a dormire per questo motivo. In conseguenza di ciò, pare che Margherita abbia deciso di piangere in silenzio (ma non poteva invece decidere di smetterla?). Tutto questo non mi era mai stato raccontato, né dall’una né dall’altra: avevano messo in piedi una specie di muro di omertà su questa questione. Oggi però ne ha parlato con Stella che, prima del mio arrivo, le aveva già spiegato che lei con me deve pur parlare, che non c’è niente di male in questo, ma che è giusto, se ha qualcosa che non va, che lo dica almeno a me. E così stasera Margherita mi è venuta incontro in lacrime, poverina, chiedendomi scusa del fatto di “essere stata timida con me”. Ho cercato di consolarla, confermando quello che le aveva appena spiegato Stella. E ho anche cercato di farle capire che, se vuole sfogarsi, con me può farlo. Le ho anche proposto che d’ora in avanti, se qualche volta vorrà parlarmi da sola, dopo essere andata normalmente a dormire la sera insieme ai fratelli (per dare loro il buon esempio e non dare adito a curiosità indiscrete), potrà far finta di alzarsi per andare in bagno e venire a parlare con me. In questo modo speriamo si possa rinsaldare una intesa tra lei e me, visto che sta diventando grandicella e sicuramente potrebbe capitare che abbia prima o poi bisogno di parlare di qualcosa.

Stella mi ha anche detto, con lei presente, di aver pensato che lei stia già “diventando signorina”, ma il punto non è questo. Non ancora. Margherita stessa è molto informata, ed è intervenuta, sapendoci dire con precisione a quale età è successa questa cosa a te e alle tue sorelle. Allora ci siamo fatti tutti una piccola risata per sdrammatizzare, poi Stella è andata via ed io sono stato ancora un po’ a parlare con lei, cercando di dimostrarle che può contarci, se ne ha bisogno.

Più tardi, a tavola, mi è sembrato di vederla già più serena. Lei stessa, quando al momento di andare a letto le ho chiesto se andasse meglio, mi ha detto “Sì, almeno stasera ho sorriso!”. E lo ha detto sorridendo. È una brava bambina e sta ancora soffrendo per la tua mancanza, bella, ma spero almeno che questo episodio possa essere servito ad avvicinarci, e a farle capire che con me può parlare.


Tagliategli la testa!

19 marzo 2010

Stasera, a cena, stavamo parlando di “Alice nel Paese delle Meraviglie”. Ho pensato di raccontare ai bambini qualcosa di quel romanzo, dato che domani andremo a vedere “Alice in Wonderland” di Tim Burton, e volevo prepararli un po’, in caso ci siano delle scene un po’ sinistre, come consueto per quel regista. Quando ho raccontato delle due regine, la Regina Bianca e la Regina Rossa, mi sono ricordato che quest’ultima aveva la mania di ordinare “Tagliategli la testa!” per ogni minima mancanza di ogni suo suddito. Ho cercato di raccontare questa cosa in modo abbastanza leggero, e ci abbiamo tutti scherzato su un pochino, ripetendo questa frase e ridendone insieme. Una buona cura preventiva, mi pareva…

Ad un certo punto, Enrico è diventato più serio, e ha fatto una considerazione: se lo si condannasse al taglio della testa, ci ha detto, lui non avrebbe paura, a patto che il taglio sia netto e velocissimo. Ha detto che così non se ne accorgerebbe nemmeno, e quindi la cosa non lo preoccuperebbe. Margherita si è dichiarata d’accordo. Allora io ho chiesto loro se, a parte la sofferenza, non gli sarebbe dispiaciuto di morire. E Margherita ha risposto che no, che sarebbe stata tranquilla perché così almeno sarebbe andata in Paradiso con la mamma.

Per me questa uscita è stata come un fulmine a ciel sereno. Come ricevere un pugno nello stomaco! Mi ha proprio messo in difficoltà. Ma che vanno a pensare? Io ho cercato di risponderle qualcosa… Ma ero così spiazzato, bella, che ho solo farfugliato una mezza frase inconcludente, e poi ho cambiato discorso. L’unica cosa che posso ricavarne è che loro ti pensano sempre, che tu gli manchi sempre, che sei sempre con loro. In qualche modo. Perlomeno nel loro cuore. E così nel mio.


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