Ieri pomeriggio mi era venuto il desiderio di andare al cinema a vedere un film che mi attirava, ma che non era interessante per i bambini. Allora ho chiesto aiuto ad Andrea ed Elena, e ho accompagnato da loro i piccolini, che hanno accettato di buon grado di andare a giocare per un po’ dalle loro amichette . Dopo un paio d’ore, sono ritornato e mi sono fermato un po’ a chiacchierare con Andrea. Intanto i bambini continuavano a giocare. In particolare, Daniela e Francesca correvano su e giù per le scale, dato che Elena se ne stava al piano di sopra a fare dei lavori di casa. Una tranquilla domenica pomeriggio in famiglia.
Andrea ed io eravamo tranquillamente seduti al tavolo quando, ad un certo punto, è arrivato da me Enrico che, con aria trafelata, mi ha annunciato che Francesca era caduta per le scale, e che si era “fatta male alla spina dorsale” (sic). Non posso descrivere l’ansia che mi ha preso in quel momento, di fronte a un’affermazione così grave! Mi sono alzato con gran foga, ma sono inciampato tra la gamba della sedia e quella del tavolo, cadendo anche io come un salame, per giunta sulla stufa! Fortunatamente la stufa non era troppo calda: durante la caduta, mi ero già immaginato trauma e ustione, ma mi sono almeno risparmiato la seconda. Mi sono quindi rialzato, e precipitato su per le scale, dove ho trovato Francesca in lacrime. Per fortuna aveva solo un’escoriazione, anche se proprio al centro della schiena. Ma non era nulla di grave, ed Elena gliela stava già medicando. Ho consolato Francesca, e pian piano ci siamo rimessi in strada per tornarcene a casa nostra, non proprio di buon umore.
Per fortuna è andata bene, ma io mi sono sentito in colpa. Ho pensato che se io non avessi avuto il desiderio di andare al cinema, a Francesca non sarebbe successo nulla. E poi mi sono chiesto soprattutto come mi sarei sentito, nel malaugurato caso che si fosse fatta davvero male in modo grave. Questo tipo di circostanze mi fanno sentire forte il peso della responsabilità, e anche il senso di quanto poco io sia libero di vivere una vita mia, bella.
Pubblicato da Carlo 